domenica 1 novembre 2009

28 APRILE 2018

Cara amica mia, compagna di disastri, pasticci e tante avventure, mi manchi. Sono alla milionesima sigaretta dall’inizio di questa cupa giornata e, con i polmoni intasati ed il naso perennemente gocciolante, mi chiedo perché mai, in passato, mi sia inoltrata nel mondo del tabagismo.
Ti ricordi la nostra prima sigaretta? Chiuse nel bagno della scuola, in seconda media, quanto abbiamo tossito. Tossimmo così forte che Splinter, la bidella, ci ha colto in flagrante e spedite immediatamente dal preside.
Oh, “beata gioventù che passa e non torna più!”. Sai, ho riflettuto molto in queste ultime settimane ed ho concluso di essere arrivata all’età in cui ognuno dovrebbe essere indirizzato verso un orizzonte, ed una volta trovato o quasi dovrebbe aver acquisito l’equilibrio necessario ad una trentottenne. Sono vicino agli “anta” e mi rendo conto di non avere marito e di non volerlo, di non avere una casa mia ma di affittarla… Insomma non ho costruito nulla e questo mi conduce ad essere una frustrata!

Mi ricordo che, appena mi sono diplomata, l’ultima cosa che avrei voluto era diventare una segretaria al servizio di un ricco signore senza scrupoli, con le grosse mani pronte a palpare il mio innocuo sedere. Ed ora, eccomi qua con una laurea in filosofia, impiegata in un ufficio, alle dipendenze di un viscido arrivista, spudoratamente miliardario, che non perde occasione per appoggiare le sue mani pelose sulle mie natiche. Sono sempre stata una sognatrice, credevo nella filosofia e mi accorgo che la mia vita di “filosofico” ha ben poco. Sono continuamente tormentata e Bologna è diventata invisibile. Siamo tutti costretti ad incappucciarci e ad indossare mascherine “antismog”. Siamo tutti imprigionati dallo stress, dalla frenesia; tutti abbiamo una gran fretta… io che ho sempre amato il verde, la natura, gli alberi in autunno ed i fiori in primavera…

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