Il Ramlin era una bettolaccia storica aperta nella seconda guerra mondiale come osteria, fu chiamata Ramlin perchè il fondatore si chiamava Ramelini che in dialetto novarese diventa Ramlin. Successivamente, negli anni '60, la licenza fu rilevata da Angelo arrivato dritto dritto dalla costa romagnola che la trasformò nella prima birreria della città.
Con qualunque novarese voi parliate, di qualsiasi età ed estrazione sociale, potete star certi che vi parlerà del Ramlin come un posto unico, un posto che aveva un' anima, l'anima pulsante del mondo che vive, spera, respira e sogna...si il Ramlin racchiudeva i sogni ebbri delle persone che lo frequentavano.
Di qui sono passate tutte le generazioni novaresi e tutti i tipi di persone possibili, dall'artista, all'intellettuale, al ricco al povero, al fighetto, all'alternativo, all'operaio al galeotto ecc…
Quando entravi al Ramlin potevi sederti dove volevi, anche con chi non conoscevi anzi sopratutto se non conoscevi chi ti sedeva accanto eri tenuto a parlarci.
Era un posto piccino, piccino ma ricco di cuore il cuore dei suoi avventori.
Al tavolino vicino al telefono, chiamato appunto tavolo telefono, di norma sedevano gli innamorati o quelli che dovevano fumarsi la luce dell'alma che molti chiamano Maria Giovanna, per due motivi: questo tavolo era nascosto in un cantuccio ed aveva una finestra.
Oltre il piccolo corridoio dove si trovavava appunto il telefono, c’era la seconda saletta composta dai tavoli 4,5,6,7 e la toilette, che di norma veniva aperta mentre un povero cliente si stava gustando una fettunta oppure un panino nostrano, rilasciando uno squisito quanto disgustoso olezzo di ….diciamo gabinetto. Rimaneva poi la sala principale quella dove si trovava il bancone bar frontale alla porta d’entrata, e la console del cuoco alla destra dell’entrata costituita da una grande piastra e una specie di forno a legna. In questa saletta c’erano i tavoli 1,2,3, tranne il n° 3 e il telefono, tutti i tavoli del Ramlin erano grandi tavoloni in legno massello corredati da panche altrettanto lunghe, ogni tavolo era pieno di scritte ed incisioni. Parte integrante dell’arredamento era il Bergantin, un pover’uomo schizofrenico quanto innocuo, che sedeva sempre vicino al tavolo n° 3 e scroccava sigarette a chiunque.Compito di Bergantin, chiamato da tutti Berga, era quello di pulire il locale e rifornire i frigo delle bibite, ogni tanto Angelo provava anche a fargli fare da cameriere, ma ahimè con scarsi risultati, dato che invertiva sempre le ordinazioni. In ogni caso Bergantin era un saggio conoscitore del mondo, non c’era capitale che fosse esclusa dalla sua conoscenza, Burundi?Malaysia?Kazakistan? Bè lui la conosceva. Spesso il Berga veniva trattato da molti avventori ubriachi come il buffone, il giullare di corte e diventava preda di pezzi di pane volante o insulti ; lui non reagiva e continuava a parlar da solo…chissà poi con chi e di cosa?
domenica 1 novembre 2009
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ho conosciuto bene questo miticom posto e l'ho frequentato fino alla sua definitiva cessazione di attività, abitavo proprio di sopra, un grande grazie ad Angelo per i momenti indimenticabili passati al suo Ramlin!
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